Fassina / Fiat 131, l’ammiraglia popolare compie 50 anni

Fiat 131, l’ammiraglia popolare compie 50 anni

03 Settembre 2024

Fiat 131 Mirafiuri verde

Tra poche settimane la Fiat 131 potrà soffiare su 50 candeline. Fu infatti presentata al Salone di Torino nell’autunno del 1974, con il compito rimpiazzare la 124. Nel corso di oltre 10 anni di carriera ha saputo affermarsi come ottima berlina da famiglia grazie all’elevato comfort di marcia, alla buona qualità delle finiture e al valido comportamento su strada. Della 131 va però ricordata anche la versione station wagon, apprezzata dal popolo dei vacanzieri e degli hobbisti, mentre ai professionisti era dedicato l’allestimento Marengo. La Fiat 131 ha però ammiccato anche agli sportivi con la versione Racing, mentre la Abarth Rally ha saputo conquistare ben tre campionati del mondo. In totale la Fiat 131 – nota anche come 131 Mirafiori, in onore dello stabilimento di produzione – è stata prodotta in un milione e mezzo di esemplari, dal 1974 al 1985, sostituita poi dalla Regata.

 

La storia della Fiat 131

La Fiat 131 era molto più moderna della 124, rispetto alla quale era anche 23 cm più lunga, pur mantenendo una disposizione tradizionale degli organi meccanici. Aveva infatti motore anteriore disposto in senso longitudinale sotto il cofano e trazione posteriore. Quanto alle sospensioni, quelle anteriori erano a ruote indipendenti, mentre quelle posteriori ad assale rigido. Al lancio erano disponibili due cilindrate: 1300 da 65 CV e 1600 da 75 CV. Il cambio standard era a quattro marce con quinta ottenibile a richiesta. Il cambio automatico a tre marce era optional solo sulla 1600.

Fiat 131 Special

 

La gamma iniziale della Fiat 131

La linea aveva uno stile piacevole e abbastanza moderno per l’epoca, con il ricorso a forme geometriche. In listino le versioni disponibili erano tre: berlina a tre volumi con due o quettro porte e familiare a cinque porte.

Fiat 131 familiare

 

Due erano invece gli allestimenti, Normale e Special, con il secondo nei panni dell’indiscusso best-seller. Tra i suoi segni distintivi c’erano il frontale con quattro fari tondi anziché due rettangolari e le modanature lungo le fiancate. Anche all’interno la Special era diversa, meglio rifinita e con una dotazione di serie più ricca.

Fiat 131 Mirafiori seconda serie

 

La seconda serie

La seconda serie della Fiat 131 (foto sopra) viene presentata nel 1978. Le novità si concentrano soprattutto nel frontale dove debutta una nuova mascherina. Ai suoi lati i fari cambiavano forma a seconda delle motorizzazioni. Quelle a benzina li avevano rettangolari, mentre le 131 diesel avevano nel muso una doppia coppia di proiettori circolari, che erano invece di diverso diametro sulla variante sportiva Racing. Questa è l’unica a mantenere la carrozzeria a due porte, mentre gli altri allestimenti L, CL e Supermirafiori era ordinabili con carrozzeria a quattro porte o familiare battezzata a questo punto Panorama. Il restyling era accompagnato da un ampliamento della gamma motori, con l’ingresso in scena delle unità bialbero siglate TC – Twin Cam – e di quelle a gasolio 2.0 e 2.4. Le versioni diesel erano riconoscibili per un rigonfiamento sul cofano.

Fiat 131 terza serie

 

La terza serie

Nel 1981 è quindi la volta della terza serie, che si vede qui in alto. Gli aggiornamenti riguardano stavolta paraurti, gruppi ottici e arredi. Escono definitivamente di scena la carrozzeria a due porte e l’allestimento entry-level L. I clienti poteva scegliere solo tra la CL e la Supermirafiori, che montava di serie rivestimenti in velluto, alzacristalli elettrici e chiusura centralizzata. A tutto questo le versioni più potenti aggiungevano il servosterzo. Nel 1983 la berlina esce di scena, mentre la familiare, ribattezzata nel frattempo 131 Maratea resta in vendita fino al 1985.

 

La curiosità: fu pioniera tra le ibride

Pochi sanno poi che un prototipo di 131 è stato pioniere dell’ibrido, con largo anticipo sull’arrivo della Toyota Prius. Nel 1979 fu infatti presentata a Detroit una 131 che impiegava in parallelo una versione depotenziata del quattro cilindri da 903 cc della 127 e un motore elettrico. Il progetto fu tuttavia abbandonato presto, senza essere sviluppato a fondo.

 

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