
Cosa è il superbollo?
Il superbollo è una tassa che il legislatore ha creato nel 2011 per le auto che sviluppano una potenza superiore ai 185 kW ovvero ai 252 CV. Al di sotto di questo livello, le auto pagano il normale bollo annuale che varia di Regione in Regione e che, a seconda del luogo di residenza e della potenza, varia a poco più di 2 euro e poco meno di 5 euro per ogni kW sviluppato. Oltre questo valore soglia di 185 kW, ogni ulteriore kW di potenza è soggetto a una tassa quantificata dallo Stato 20 euro all’anno. Sia il bollo sia il superbollo sono tasse sul possesso e non sono più da tempo tasse di circolazione. Vanno quindi pagate anche se non si utilizza l’auto. Più volte si è ipotizzata un’eliminazione del superbollo, perché secondo alcuni questa mossa potrebbe anche garantire maggiori introiti al Fisco. Un aumento del gettito IVA legato a una probabile crescita degli acquisti di supercar – come le nostre Bentley e McLaren – potrebbe infatti più che compensare il mancato incasso del superbollo.
Il superbollo e l’età dell’auto
L’entità del superbollo varia in funzione dell’età dell’auto. Più questa aumenta, più l’importo da versare si riduce. La normativa prevede tre step. Trascorsi 5 anni dall’immatricolazione, l’auto inizia a pagare solo il 60% della tassa. Arrivati al decimo anno la cifra da versare scende al 30% di quella prevista in origine. A 15 anni c’è quindi un nuovo dimezzamento e l’entità dell’esborso diventa pari al 15%. Dal ventesimo anno il poi, infine, il superbollo non è più dovuto. Attenzione, però, perché in gioco c’è anche un’altra variabile, ovvero la classe ambientale indicata sulla carta di circolazione. Il trattamento fiscale di un’auto Euro 6 non è lo stesso riservato a una Euro 3, giusto per fare un esempio. Chiunque voglia avere un’idea precisa di quanto debba pagare una certa auto può utilizzare il comodo servizio online di calcolo del bollo e del superbollo messo a disposizione dall’ACI.

Come non pagare il superbollo
Se si desidera un’auto potente ma non non vogliono sostenere spese di gestione troppo elevate, non ci si deve per forza mettere al volante di una youngtimer e di un’auto d’epoca. Queste sono auto cariche di fascino, ma – al di là della loro arretratezza a livello di sistemi si sicurezza, assistenza alla guida e connettività – sono spesso vittime dei blocchi alla circolazione stabiliti dalle Amministrazioni locali nelle grandi aree urbane per i veicoli inquinanti, Al contrario, un’altra categoria che viene risparmiata dal superbollo è quella delle auto elettriche, per le quali è previsto un sistema di calcolo particolare della potenza, che permette loro di non superare la fatidica soglia dei 185 kW.
Le auto elettriche e il superbollo
Fatta la legge e trovato l’inganno? Parrebbe proprio di sì. Molto semplicemente, la potenza che viene omologata per le auto elettriche, che viene riportata sul libretto al rigo P.2 e sulla quale viene calcolato il superbollo non è quella di picco, bensì quella che può essere erogata per 30 minuti consecutivamente. Al momento attuale, dunque, nessuna auto elettrica presente in listino finisce nel mirino del Fisco e paga il superbollo.