
Nel corso degli anni, il climatizzatore è ormai diventato in pratica un equipaggiamento standard su tutte le auto. La sua presenza è una vera benedizione nelle calde giornate estive, come quelle di questo periodo. Tuttavia, molti automobilisti hanno ancora dubbi su come utilizzare al meglio l’impianto di climatizzazione. E bisogna ricordare che un uso scorretto può limitare il comfort e far salire i consumi. Il tutto senza trascurare i possibili effetti negativi sulla salute, con disagi provocati da sbalzi di temperatura o aria viziata. Ecco allora la risposta alle domande più frequenti in materia di climatizzazione.
Qual è la temperatura ideale per il climatizzatore in auto?
Durante buona parte dell’anno la temperatura consigliata per il climatizzatore in auto è tra i 21°C e i 23°C. Specie nella stagione più calda è però importante evitare sbalzi termici eccessivi rispetto all’esterno. La differenza ideale tra l’abitacolo e l’ambiente esterno non dovrebbe infatti superare i 6-8 gradi. Impostare temperature troppo basse può causare disturbi come mal di gola o torcicollo.
Il climatizzatore in auto consuma molto carburante?
Sì, l’utilizzo del climatizzatore può comportare un aumento del consumo di carburante fino anche al 10%. Ciò vale soprattutto nei percorsi urbani o durante le partenze a freddo. Nel caso delle auto ibride plug-in e di quelle elettriche l’utilizzo intenso della climatizzazione limita l’autonomia. Per ridurre i consumi, siano essi di carburante o di energia, è utile usare l’impianto con moderazione e accenderlo solo quando necessario. Se si è lasciata l’auto al sole, per esempio, è bene prima di tutto abbassare i finestrini e fare partire l’impianto solo in un secondo momento.
Ogni quanto va fatta la manutenzione del climatizzatore auto?
La manutenzione del climatizzatore andrebbe effettuata ogni 2 anni. Nell’occasione vanno fatti il controllo del livello del gas refrigerante, la pulizia o la sostituzione del filtro antipolline e la sanificazione del sistema. Un impianto ben mantenuto garantisce aria più pulita, minori consumi e meno rischio di guasti.
Quando si usa il ricircolo dell’aria in auto?
La modalità di ricircolo dell’aria è utile in caso di traffico intenso e quando si viaggia in gallerie o in zone molto inquinate. Essa impedisce infatti l’ingresso dell’aria esterna nell’abitacolo. Tuttavia, non va usata troppo a lungo o, peggio, dimenticata in funzione. È consigliabile attivarla solo per brevi periodi, così da evitare l’accumulo di umidità e cattivi odori nell’abitacolo.
È dannoso puntarsi l’aria condizionata addosso?
Sì, puntare direttamente le bocchette del climatizzatore su viso, collo, petto o addome può causare problemi. Il rischio di malesseri e di raffreddori, dolori muscolari e secchezza delle mucose è dietro l’angolo. Meglio orientare il flusso d’aria verso il parabrezza o comunque verso l’alto per una diffusione più uniforme e naturale.
Leggi anche: Climatizzatore auto: perché non funziona e quali sono i suoi problemi
