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Cosa sono i biocarburanti? Quali vantaggi e svantaggi danno?

26 Settembre 2024

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I biocarburanti sono combustibili prodotti da biomassa, ovvero da materiali organici derivati da fonti rinnovabili come piante, alghe e rifiuti organici. Con l’aumento della sensibilità verso le questioni ambientali e la necessità di ridurre le emissioni di gas serra, i biocarburanti stanno guadagnando sempre più attenzione come alternativa ai combustibili fossili tradizionali. In questo articolo analizzeremo cosa sono i biocarburanti, i vantaggi e gli svantaggi che derivano dal loro utilizzo e le differenze tra i biocarburanti per motori a benzina e diesel.

 

Come si ottengono i biocarburanti

I biocarburanti sono ottenuti dalla trasformazione di biomassa. Esistono diverse tipologie di questi prodotti, classificate in base alla loro origine e al processo di produzione. Ecco le principali categorie:

  1. Biocarburanti di prima generazione: prodotti principalmente da colture alimentari come mais, canna da zucchero e soia. Tra questi, i più comuni sono il bioetanolo (derivato da zuccheri e amidi) e il biodiesel (derivato da oli vegetali e grassi animali).
  2. Biocarburanti di seconda generazione: ottenuti da materiali non alimentari come residui agricoli, scarti industriali e legno. Questi biocarburanti hanno il vantaggio di non competere direttamente con la produzione alimentare.
  3. Biocarburanti di terza generazione: derivano da alghe e altri organismi che crescono rapidamente e non richiedono grandi quantità di terra coltivabile. Le alghe, ad esempio, possono produrre grandi quantità di oli che possono essere trasformati in biodiesel.

Biocarburanti per auto a benzina e diesel

La distinzione tra biocarburanti per auto a benzina e diesel riguarda principalmente il tipo di carburante utilizzato.

  • Bioetanolo: è il biocarburante più utilizzato nei motori a benzina. Viene prodotto attraverso la fermentazione di zuccheri presenti in colture come mais e canna da zucchero. Il bioetanolo può essere miscelato con la benzina in diverse proporzioni, il che permette di ridurre le emissioni di CO2 senza dover modificare i motori esistenti. Spesso viene mescolato alla benzina. Nelle pompe dove è indicata la scritta E5, per esempio, viene distribuita una miscela benzina/etanolo al 5 percento.
  • Biodiesel: è invece il biocarburante più comune per i motori diesel. È prodotto principalmente da oli vegetali o grassi animali. Il biodiesel può essere utilizzato puro (B100) o miscelato con il diesel tradizionale in proporzioni variabili, come B20 (20% biodiesel, 80% diesel fossile), senza richiedere modifiche significative al motore. Presso diversi distributori è già erogato il prodotto HVO, ovvero olio vegetale idrotrattato.

 

Quanli vantaggi danno i biocarburanti?

L’utilizzo dei biocarburanti presenta diversi vantaggi, specialmente dal punto di vista ambientale e della sostenibilità:

  1. Riduzione delle emissioni di CO2: I biocarburanti, essendo derivati da biomassa, contribuiscono a ridurre le emissioni di gas serra. Le piante da cui derivano assorbono CO2 durante il loro ciclo di vita, compensando in parte le emissioni prodotte dalla combustione del carburante.
  2. Fonti rinnovabili: A differenza dei combustibili fossili, i biocarburanti sono prodotti da fonti rinnovabili. Questo rende la loro produzione sostenibile a lungo termine, purché le risorse vengano gestite in modo responsabile.
  3. Riduzione della dipendenza dai combustibili fossili: L’utilizzo di biocarburanti permette di ridurre la dipendenza dal petrolio, una risorsa limitata e soggetta a forti fluttuazioni di prezzo.
  4. Riciclo dei rifiuti: Alcuni biocarburanti, come quelli di seconda generazione, sono prodotti da scarti agricoli o industriali, contribuendo così alla riduzione dei rifiuti.

Ci sono anche svantaggi?

Dopo aver visto i numerosi vantaggi, valutiamo anche alcuni svantaggi e criticità:

  1. Competizione con la produzione alimentare: I biocarburanti di prima generazione utilizzano colture alimentari, il che può causare un aumento dei prezzi degli alimenti e una riduzione delle risorse destinate alla produzione di cibo.
  2. Deforestazione: L’espansione delle coltivazioni per la produzione di carburanti può comportare la deforestazione, con conseguente perdita di biodiversità e aumento delle emissioni di CO2 dovute alla distruzione delle foreste.
  3. Costi di produzione: Sebbene questi carburanti siano una fonte rinnovabile, i costi di produzione sono spesso superiori rispetto a quelli dei combustibili fossili, rendendoli meno competitivi sul mercato.
  4. Efficienza energetica: In alcuni casi, l’energia necessaria per produrre biocarburanti può essere superiore a quella che essi riescono a fornire, specialmente nei processi di produzione di prima generazione.

Conclusione

I biocarburanti rappresentano una soluzione interessante per ridurre le emissioni di gas serra e promuovere un’economia più sostenibile. Tuttavia, il loro utilizzo comporta anche sfide, come la competizione con la produzione alimentare e gli impatti ambientali legati alla coltivazione intensiva. Per sfruttare al meglio i benefici, sarà fondamentale migliorare le tecnologie di produzione, ridurre i costi e limitare gli impatti negativi sull’ambiente.

 

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